Articolo del 08/07/2006

Nuovi progetti per migliorare l'aspetto del fiume Melfa

Si è concluso nel migliore dei modi il primo round della battaglia intrapresa dai comuni di Roccasecca ed Arpino, per salvare il fiume Melfa dall'ennesimo tentativo di captazione idrica. Dal mese di Marzo, infatti, erano ripartiti i lavori del Consorzio di miglioramento fondiario del Melfa, per la realizzazione di un sistema di irrigazione a pioggia.. Tali lavori avrebbero inevitabilmente prosciugato il fiume Melfa sin da Picinisco (FR). L'opera idraulica vista di buon occhio da alcuni comuni rivieraschi si è però scontrata con quelli di Roccasecca ed Arpino, che da sempre si battono per il ritorno al suo antico splendore di questo corso d'acqua. Ed è grazie alle manifestazioni sportive degli ultimi tempi che l'interesse per il fiume è andato crescendo raccogliendo un vasto consenso popolare come quello di Roccasecca capeggiato dal sig. Tommasino Marsella e dal dott. Marco Cinelli. Ammirabile poi il coraggio degli abitanti di Borgo Castellone (frz. Di Picinisco) capeggiati dalla dott.ssa Bartolomucci, ma soprattutto quello delle associazioni ambientaliste della Ciociaria tra cui il WWF di Frosinone (col dott. Riccardo Copiz), Agenda Locale 21 di Arpino, Astrambiente FR Sud, il centro studi Tolerus e la Regione Lazio con il contributo del dott. Giovanni Pizzuti. Insieme a queste associazioni è iniziata la lotta per porre fine alla morte del Melfa, che nelle memorie dei nostri nonni era un fiume florido di pesci ed acqua, oggi, invece, è un esile rigagnolo d'acqua che si disperde ben prima di vedere la sua foce con il Liri.
Se il sistema irriguo fosse stato approvato, l'opera avrebbe captato 1200lt/sec, funzionando di fatto a singhiozzo, essendo presenti nell'alveo solo 600lt/sec. Il risultato? Fiume secco per l'intero anno. Da questi presupposti è partita la protesta dei due comuni ciociari, che avvalendosi della competenza delle associazioni ambientaliste, ha raggiunto il primo grande scopo, il blocco dei lavori da parte della Regione Lazio. Ora però bisogna insistere affinché non sia solo la vittoria di una battaglia, perché il fiume Melfa sia finalmente tutelato da organi competenti e non lasciato in man
o ad usurpatori.

S.M.

 

Articolo del 13/05/2006

Fiume Melfa in pericolo: intervengono gli ambientalisti

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il fiume Melfa è in pericolo. Una nuova opera idraulica potrebbe distruggere completamente il fiume ciociaro ed essiccarlo nel giro di poco tempo.
Se ne è parlato in questi giorni a Roccasecca, dove il WWF insieme ad altre associazioni ambientaliste e ai Comuni di Roccasecca, Arpino e Picinisco hanno dato via ad una campagna di sensibilizzazione e hanno deciso di fare il possibile per salvaguardare il fiume dall'imminente pericolo ambientale, anche a costo di dover far ricorso ai tribunali delle acque e al VIA (Valutazione impatto ambientale).
Ma partiamo dall'inizio.
Nel territorio di Picinisco si stanno svolgendo a pieni ritmi i lavori di ultimazione del sistema di irrigazione a pioggia per i comuni di Atina, Picinisco, Casalvieri, Casalattico, Gallinaro. Tale sistema, ignorando il grave impatto ambientale che comporterebbe la sua realizzazione, dovrebbe prosciugare completamente il fiume Melfa già da Picinisco.
Tra l'altro, il progetto prevede la captazione di 1200lt/sec che, di fatto, non esistono nel fiume, poiché la quota rilasciata dalla diga di Grottacampanaro è solo di 600lt/sec per cui il sistema non funzionerà mai se non a singhiozzi.
A spaventare maggiormente gli ambientalisti, è tra le altre cose, il fatto che questo progetto potrebbe abolire completamente quello vecchio già esistente, formato da canaletti naturali in cui si è creato anche un variegato ecosistema faunistico che in questo modo potrebbe andare distrutto.
Gli ambientalisti sono preoccupati, e con loro anche le persone che sono cresciute in questa valle e che al fiume sono legati, e che non vorrebbero vederlo prosciugarsi da un giorno all'altro, per di più senza un motivo apparentemente valido.

S.M.

 

 

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