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RESOCONTO DEL RADUNO Dire che sia stata una giornata memorabile è poco. I veleni dei giorni precedenti circa la questione Tracciolino, non ancora placati, la tensione per un fiume che è sempre un'incognita, il pressante desiderio dei canoisti di trovare l'acqua... ed io... desideroso di scendere finalmente il Melfa per cui mi batto insieme a tante persone coraggiose. Gli ingredienti del raduno si mescolano ancora per realizzare un evento quest'anno più che mai "nazionale". Oltre 90 iscritti tra canoisti ed accompagnatori hanno potuto godere delle bellezze dello scenario delle Gole del Melfa, luogo di incommensurabile fascino naturale. Acqua... questa icongnita! Alla fine di acqua ne avevamo pure troppa, ma adeguata per i supercanoisti che hanno sceso le Gole alte da Casalvieri, ugualmente in abbondanza per quelli che hanno sceso il tratto basso. E poi giù tutti insieme al muraglione per le foto ricordo... ma riassumerlo così brevemente sarebbe un insulto alla giornata splendidamente riuscita. Ecco dunque i dettagli: "Tommasino ci servono almeno 100.000mc di acqua per le canoe, se no facciamo il raduno sui sassi!" ricordo bene queste parole che dicevo puntualmente al mio amico organizzatore, il quale, però, spinto dall'inconfondibile ottimismo che lo caratterizza puntualmente aggiungeva: "Stai tranquillo che l'acqua arriva". Detto da uno che nell'ENEL ci lavora è una sicurezza no? E così è stato. Eppure pochi sanno che questa manifestazione ha rischiato seriamente di fallire per delle accuse violentemente riversateci addosso nei giorni precedenti il raduno. La strada che costeggia il Melfa è infatti inagibile dal 1993, e nessuno si preoccupa di metterla in sicurezza. Ma l'assurdo è che su quella strada ogni giorno circolano autoveicoli, passeggiano persone, si recano sportivi. Nel paese dei Balocchi succede sempre l'impensabile e tutto ciò che è illegale diventa spesso lecito. Così come riaprire la strada in modo a dir poco assurdo e scaricare poi su organizzatori la colpa di mettere in pericolo le persone... Chi ha intelligenza può intendere che le colpe sono ben altre e di altri. Ma questo è uno spazio che descrive un giorno di festa. Il Melfa per un giorno è tornato il Fiume Grande di Strabone! Per un giorno Roccasecca ha rivisto vivere un fiume che un tempo scorreva sereno, limpido e rispettato... fino al Liri. La mattina del 13 come sempre ci siamo ritrovati in piazza per le iscrizioni. Ed è stato bellissimo vedere il parcheggio sotto la grande statua completamente pieno di canoe colorate. Il tutto corredato da una giornata di sole splendente. Finalmente sole! Già perché 2 giorni prima il cielo ha scaricato sulla ciociaria il risultato delle numerose danze della pioggia messe in scena da me e Tommasino. Evviva. Il 10 il Melfa è carico d'acqua. Si prepara il grande evento. Passano le ore e la lista degli iscritti si fa sempre più lunga. Qualcuno già parte per osservare il livello delle Gole. Poco dopo ritorna ancor più eccitato di quando è partito. Si ode "livellone ragà". Ed ecco i più intrepidi e temerari si incamminano verso Casalvieri e poco dopo s'imbarcano. Non li ferma il livello alto, né i passaggi stretti e impervi, né la chiocciola, né i sifoni... vanno giù con il Melfa trionfante d'acqua... come non se ne vedeva da tanto. E noi? Noi li aspettiamo al ponte delle Valli per scendere il tratto basso. Livellone anche qui... e chi ve lo narra ne è testimone, tanto da fare la figuraccia di andare a bagno appena imbarcato. Il Melfa io non l'ho mai visto che dall'alto, bello, verde, spettacolare. Ma dal basso, dal turbinio delle sue acque, esige rispetto e attenzione. Il fiume corre e tanto anche. La minima distrazione e sei costretto a far decollare gli amici sull'acqua come siluri per recuperarti pagaia e canoa. Io di fortuna ne ho avuta tanta quel giorno. Ero circondato dai migliori canoisti che avessi conosciuto nei pochi mesi da quando ho iniziato anch'io a praticare questo sport. E così bagno dopo bagno qualcuno mi recuperava i pezzi oppure recuperava proprio me che scivolavo tra le onde del fiume. Bellissimo vedere l'organizzazione e la solidarietà tra i canoisti, le sicure, le descrizioni e le istruzioni prima di un passaggio difficile. E bellissimo eri tu caro Melfa, visto finalmente da laggiù dove scorri impetuoso quando te lo permettono. Roccia levigata, bianca e acqua fredda e battente, alberi e pendii scoscesi ai lati. Davvero un'altra cosa! Chi non lo vive con passione non può capire la sua bellezza! Meditate politici, meditate! E così rapida dopo rapida, passaggio dopo passaggio... ed io aggiungo bagno dopo bagno... arriviamo al muraglione e lì il gran dilemma. "Salto o non salto". Mi guardo un attimo il salto e vedo che tanti son già saltati. Parlo con Flavio, che mi ha guidato durante tutta la discesa e sento questa risposta: "Marcolì se voi zompà zompa pure che tanto il rullo non tiene". Che faccio? Arrivo quasi alla meta, mi sono distrutto le ossa nel Melfa basso ed alla fine mollo sul più bello? No che non mollo. E via a zompare pure io... e via col quinto bagno! Ma mai bagno più bello ho fatto in vita mia. E così via fino alle tanto meritate salsicce di Tina Cocco che magistralmente ha allietato il palati affamati dei tanti accorsi. E' festa giù allo Spirito Santo, è la festa della canoa, dei canoisti... è la festa del Melfa. Placata la fame ecco Patrik e Maurizio salire sul moto-palco (un ape cross per intenderci) allestito per la premiazione ed ancora risa e prese per in giro. C'è la consegna del premio per l'ultimo bagno degli Hic Sunt Kayak e l'estrazione dei premi messi in palio da GymSport, GravitàZero e ResMira. E si conclude la giornata con un bel gelatone in piazza e l'arrivederci all'anno prossimo. Che dire. Una manifestazione impeccabile sotto tutti i punti di vista. Di questo raduno non si dimenticheranno tante cose, a partire dal fiume protagonista indiscusso, dall'aiuto ricevuto dall'amico Tommasino (instancabile come sempre e pronto a fare i salti mortali per il Melfa), alla solidarietà dei tanti amici di sempre che ci hanno sostenuto ed aiutato nella giornata, come Giorgia e Mirka (figlie di Tommasino), Cristina (che ancora mi sopporta), Tiziana (moglie di Tommasino), Tommaso Marsella, Antonio De Carolis, Angelo Ciampa, Loreto Grimaldi, Tina Cocco e tanti tanti altri. Il mio pensiero personale si riassume in una sola parola: stupendo! Non potrò scordare mai la bellissima l'accoglienza ed il tifo giù dal Muraglione degli amici canoisti. Solo a starci vicino si può descrivere il calore di questa gente, il gruppo, l'affiatamento e soprattutto la solidarietà. Giunti da tutta l'Italia per rappresentare il desiderio profondo di aiutare un fiume a non morire. Marco Cinelli
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