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Giovedì 23 Febbraio 2012
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Nella verdissima valle di Canneto, luogo ameno e centro di culto cristiano nel parco nazionale d’Abruzzo-Lazio-Molise, nasce uno dei fiumi più belli del centro Italia. Qui dalla roccia del Monte Petroso, sgorgano le acque gelide e limpide del Fiume Melfa.

L’origine etimologica

L’origine etimologica del fiume, lungo poco più di 40km, si fa risalire al nome di una divinità pagana, venerata prima dell’avvento del Cristianesimo nella valle. Si tratta della dea Mefiti, dea degli uomini, pastori ed agricoltori e guerrieri. Infatti, nell’anno 1958, durante la realizzazione delle captazioni idriche dell’Acquedotto degli Aurunci, in Val canneto, sono stati rinvenuti resti di un tempio pagano fatto risalire al IV secolo a.C. Lì oggi sorge il maestoso santuario della vergine bruna di Canneto. Gran parte dei resti del tempio sono ancora oggi sommersi da detriti alluvionali sparsi nella piana sottostante la chiesa. Più volte è stata avanzata la richiesta di procedere allo scavo archeologico al fine di riportare alla luce testimonianze di un antico culto e di una civiltà, ma l’impresa è stata sempre considerata troppo onerosa e di difficile attuazione. Resti del tempio pagano si trovano ancora oggi conservati presso la Crpita del santuario di Canneto.

La sorgente


La sorgente del fiume MelfaLa sorgente del Melfa, da sempre identificata con quella di Capo d’Acqua, immediatamente sotto la chiesa, è in realtà una delle tante sorgenti del Melfa, che in passato formava sotto la chiesa un immenso lago, oggi in parte risorto grazie all’intervento del Parco. In passato, ricordano gli anziani del luogo e pellegrini, “il santuario giaceva solitario, di pietra levigata costruito, su una terrazza rocciosa e dominante su una conca che raccoglieva le acque dei ruscelli provenienti dall’Acquanera, dal Petroso e dalla Valle del Meta”. E’ lecito quindi pensare che non esista una sola sorgente, ma più sorgenti che unendo le loro acque formassero un lago da cui partisse poi il corso del Melfa. Di quei ricordi la realtà ha difeso solo le fonti dell’Acquanera e di Capo d’Acqua. Queste sono solo alcune delle sorgenti che sgorgano abbondanti in inverno, meno floride d’estate, ma pur sempre ricche di fascino per il contesto ambientale in cui si trovano e che accompagnano gli escursionisti al Monte Meta ed al valico dei Tre Confini.

La captazione in Val Canneto

Santuario della Madonna di CannetoMa negli anni 50, l’esigenza di una costante fornitura idrica ai comuni della bassa Ciociaria e del versante orientale degli Aurunci, portò a realizzare una captazione idrica nei pressi di Capo d’Acqua. Chi ne da notizia ha un nonno che lavorò alla sua realizzazione. Così commenta Armando Giuseppe Moretti: “nella valle di Canneto prima che iniziassimo i lavori c’era un lago d’acqua… ma non pensavamo di trovarci di fronte ad un lago ancor più vasto nel sottosuolo. Si scendeva attraverso una porta ed una scala per poi prendere ancora un’altra scala che ci portava davanti al centro di raccolta dal Petroso. Un’immensa quantità d’acqua scorreva lì sotto e freddissima come la neve sciolta”. Oggi la sorgente di Capo d’Acqua non rappresenta altro che l’eccesso di acqua che esce dagli sfioratoi della condotta forzata che conduce dapprima ad un ripartitore esattamente sotto la chiesa, per poi distribuirsi con le condutture destinate ai vari paesi, alcuni dei quali anche in provincia di Latina.

Da Canneto a Grottacampanaro

Centralina di Grottacampanaro

Dalla verde valle di Canneto il fiume, ancora allo stato torrentizio, si snoda tra monti che precedono il paese di Picinisco. Paradossalmente, qui già potremmo dire che il Melfa termina il suo corso, sbarrato, infatti, da una diga imponente di 45mt ad arco che ne blocca le acque per costituire un deposito idrico sfruttato da una seconda centrale idroelettrica. Dalla diga di “Grottacampanaro”, questo il suo nome, la maggior parte delle acque è condotta forzatamente in una tubatura di circa 25km che perfora i monti da Picinisco, fino al Monte Cifalco, nel territorio di Sant’Elia F.R. Da qui, seguendo una condotta a gravità scende in pianura nella centrale dell’Olivella per essere infine rilasciata nel Fiume Rapido. Così avviene ormai dal 1953, data di ultimazione dei lavori della diga. La diga di Grottacampanaro costituisce un serbatoio di riserva dell’Enel dal 1953 e nei periodi estivi (giugno-agosto) il lago artificiale viene riempito fin quasi al ciglio della diga stessa. E’ il periodo migliore per apprezzare la bellezza delle acque limpide del Melfa che si ripopolano di Trote (la Fario in modo particolare).

La sorgente Schioppaturo

Le residue acque del Melfa, così impoverito, vengono in parte rialimentate da una sorgente “Lo schioppaturo” in località Ratisca, in Picinisco. In questa località un tempo esisteva una centrale idroelettrica, la Centrale Visocchi. Di quella centrale è rimasto un capannone con le antiche turbine e lo sbarramento artificiale (oggi utilizzato dall’ENEL come bypass per alimentare una centralina idroelettrica più a valle nei pressi di Borgo Castellone). La centrale doveva probabilmente captare acque di gravità che giungevano da uno degli scarichi laterali della diga di Grottacampanaro. Oggi l’acqua destinata a quelle condutture, fuoriesce formando una cascata spettacolare nei periodi di luglio-agosto. Queste acque sono liberate al fine di aumentare la richiesta idrica per le irrigazioni della pianura di Atina. Ancora nel territorio di Picinisco il fiume attraversa uno dei borghi più spettacolari della zona, quello del Castellone, ove in passato doveva trovarsi probabilmente una cartiera, e che i residenti attuali hanno restaurato portandolo a livelli di splendore notevole. Qui il fiume scorre letteralmente tra le case ed i prati verdissimi.

Il Melfa dopo Atina e l’incontro con il Rio Mollarino ed il Rio Molle

Dopo aver lambito le terre di Picinisco e Rosanisco, il fiume volge alla volta di Atina dove riceve, in località Ponte Melfa, il suo maggior affluente di sinistra, il Rio Mollarino. Anche qui, il fiume è sbarrato da una paratia che, durante i periodi estivi, ne dirotta le acque per l’irrigazione dei campi. Lasciata Atina l’ormai scarsissima acqua raggiunge Casalattico, dove il Melfa riceve da destra il Rio Molle, le cui acque sempre vive giungono dalle alte cime dell’appennino centrale in zona Forca d’Acero. In parte rialimentato da questo torrente, il fiume giunge a Casalvieri salutato sulla destra da uno splendido ed antico casolare detto “Casale Zincone”. Qui il fiume è attraversato da un ponte di epoca romana ancora quasi interamente intatto. Arriviamo pertanto nella frazione Plauto dove il Melfa sta per inserirsi in uno scenario davvero suggestivo ed oggi sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale (SIC-ZPS), le “Gole del Melfa”.

Le Gole del Melfa

Le cascatelle

XXIl Melfa delle Gole è sicuramente il tratto più caratteristico che lo qualifica per alcuni aspetti come fiume alpino. Nella forra il fiume è circondato da alberi secolari, querce, leccete, faggi, e sempre qui il Melfa nei secoli ha scolpito la roccia, oggi levigata e bianca. Di questi segni, i cui autori sono solo tempo e pressione, si ammirano ancora oggi esempi meravigliosi, come le “Marmitte”. Affiancato dalla strada provinciale cosiddetta “Tracciolino” che collega Roccasecca a Casalvieri, il fiume riceve altri due affluenti, il cui regime idrico è però fortemente condizionato dalle precipitazioni piovane: Rio Inferno e Rio Pietraia e Rio Contieri. Quest’ultimo, di particolare bellezza, forma una serie di cascatelle e piscine prima di buttarsi nel Melfa con un salto di 15mt. Negli ultimi anni, grazie al contributo della XV comunità Montana ed un esperto escursionista (Carlo Scappaticci), è stata tracciata la mappa dei sentieri che permette di osservare da vicino questi corsi così spettacolari. Giunti a metà Gole si passa sul versante opposto del fiume attraverso il Ponte delle Valli (punto strategico durante l’ultimo conflitto mondiale) e da qui, ammirando le meravigliose falesie, delizia degli arrampicatori, si giunge a Roccasecca, salutati sulla destra dal solitario, ma affascinante Eremo dello Spirito Santo, sovrastato dalle Grotte preistoriche. Esattamente al disotto dell’Eremo il fiume forma una bellissima cascata di 6mt “il Muraglione”. In realtà la cascata si formò in seguito ad uno sbarramento artificiale realizzato per fornire un mulino poco più a valle. Ancora oggi si osserva la presa del canale con i solchi delle paratie di legno.

Il Melfa a Roccasecca

Giunti a Roccasecca il fiume attraversa dapprima il Ponte Vecchio di epoca romana (distrutto dai tedeschi in ritirata durante l’ultimo conflitto mondiale e poi ricostruito) e successivamente, con acque calme fino alla sua foce con il Liri, nei pressi di San Giovanni incarico. Proprio prima della sua foce, il fiume dovette essere attraversato dallo storico Strabone che lo definì megàs potàmos, cioè “grande fiume” . Così, infatti appare il letto del fiume, ormai siccitoso, in località San Vito (Roccasecca), testimonianza preziosa delle reali dimensioni del corso d’acqua e della sua portata a volte tacita, altre volte devastante con straripamenti violenti.

Il Melfa oggi

Oggi il fiume è ridotto ad un rigagnolo vergognoso, che a stento raggiunge Atina. Ben 30km lontano dalla sua foce. Dal 1953 il Melfa è stato oggetto di violenze ed abusi mai puniti. Considerato oggetto di privati, le sue acque sono state più volte deviate, inquinate e abusivamente sbarrate. La diga di Grottacampanaro ne ha deviato letteralmente le acque in un altro corso d’acqua (il Fiume Rapido) che ancora oggi scorre abbondante a Cassino con le acque del Melfa. In tempi recentissimi, la povertà d’acqua ha indotto un consorzio per l’irrigazione alla realizzazione di un sistema irriguo senza alcuna autorizzazione da parte di organi competenti, senza indagini di valutazione di incidenza ambientale e all’oscuro di tutti. Non da ultimo due scandali di rilevanza mediatica, subito messi a tacere: l’avvelenamento delle trote in località Picinisco, dove sorge uno stabilimento chimico proprio a ridosso del fiume, e lo sbarramento abusivo del rio Molle esattamente alla foce col Melfa. Alle numerose lettere di chiarimenti e di interventi vari, all’azione sostenuta da Astrambiente, WWF, www.fiumemelfa.it, si sono susseguite sempre tiepide se non fredde operazioni di intervento, mentre i lavori abusivi più volte segnalati non sono mai stati puniti. Con un’ordinanza regionale del 22/12/2006 è stata ottenuta la sospensione provvisoria dei lavori del sistema di irrigazione a pioggia, ma dopo qualche mese tale ordinanza sembra essere stata revocata in attesa di ricevere tutta la documentazione di conformità del progetto. Ci chiediamo quali progetti vengono realizzati senza conformità iniziali valutate e approvate da organi competenti. Sul fiume Melfa questo è successo, sta succedendo e probabilmente succederà ancora. A nulla sono serviti sforzi e manifestazioni per risollevare il problema tra la gente. E’ stato realizzato questo sito internet con tantissime foto per illustrare lo splendore del fiume con la sua acqua. Con i rilasci idrici richiesti all’Enel sono stati realizzati 3 raduni canoistici di rilevanza nazionale e con partecipanti internazionali. Con la forza pacifica dello sport si è voluto dimostrare la naturale bellezza di un fiume che oggi non c’è più. Sono stati realizzati lavori e sentieri turistici avvincenti e caratteristici, ma nessuno ha preso le difese di un fiume senza acqua. E ancora oggi qualcuno mina le sorti del fiume, appropriandosi di diritti che non ha e contro i quali è promessa dura lotta dalle succitate associazioni. Ma è il consenso del popolo è l’arbitro di questa partita e quel popolo all’appello ancora non ha risposto, lasciando così che il vecchio caro Melfa muoia ogni giorno di più.

Questa è la storia di un fiume, un fiume che una volta c’era, ma che oggi tra l’incuria e gli interessi economici, tra gli abusi e la prepotenza sta lentamente scomparendo. Non è un caso che in alcuni atlanti il Melfa sia stato persino classificato a Torrente. E’ infatti grazie alla Natura, a Giove Pluvio, che oggi, forse per qualche giorno ancora, torniamo a vedere scorrere il megas potamos.

a cura di Marco Cinelli

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DOSSIER DEL FIUME MELFA - clicca sulle miniature per vedere la foto nelle sue dimensioni originali:

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Gruppo Canoe RomaHic Sunt KayakRKMFICT
GRUPPOCANOEROMA - HIC SUNT KAYAK - ROMA KAYAK MUNDI - F.I.C.T.
con il patrocinio di

comune di Roccasecca (FR)

Comune di ROCCASECCA

e con la collaborazione dell'UNIONE CINQUECITTA' e del comune di CASALVIERI (FR)

ORGANIZZANO IL

7° RADUNO NAZIONALE “GOLE DEL MELFA”

ROCCASECCA (FR)
Domenica 20 Marzo 2011

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Sabato 19 Marzo - Accoglienza

Ore 19.30 - Accoglienza dei canoisti provenienti dal raduno sul fiume Biferno (Molise) e da tutta la penisola. Sistemazione alloggi. 
Ore 21.30 -Cena sociale presso il ristorante LA MAGNOLIA. Cena a base di prodotti tipici locali

Domenica 20 Marzo - Discesa del Fiume Melfa (Km 10 ww II-III-IV°)

Ore 09.00 - Ritrovo a Roccasecca presso il grande Gazebo di Via Roma per le iscrizioni e colazione per tutti
Ore 10.00 - Località Plauto (Casalvieri). Cerimonia dell’acqua con la partecipazione del sindaco di Casalvieri e consegna della pergamena e dell’ampolla con l’acqua del Fiume Melfa ad un canoista esperto. Imbarco a Plauto (Tratto delle Gole alte) solo per canoisti esperti
Ore 11,30 - Imbarco al Ponte delle Valli (Tratto basso) adatto a tutti;
Ore 12,30 - Ritrovo al Muraglione per foto di gruppo e ripresa cinematografica del salto della cascata con la canoa
Ore 13.00 - Sbarco al Ponte dello Spirito Santo e pranzo, con prodotti tipici roccaseccani

Per gli accompagnatori:

  • Percorsi liberi in Mountain Bike e di Trekking sui sentieri delle Gole del Melfa
  • Numerose vie attrezzate di arrampicata sportiva presso le famose pareti “Falesie”.
  • Visita Guidata alle Gole del Melfa, al Parco Archeologico Conti d’Aquino (recentemente sottoposto a restauro) con la Chiesa e il Castello di S.Tommaso d’Aquino e del borgo medioevale. Possibilità di visitare l’Eremo dello Spirito Santo con vista sulle Gole del Melfa ed assistere alla discesa dei canoisti.
  • Visita guidata alle chiese del paese e percorso della memoria

Alloggio:

ATTENZIONE: Causa problemi di manutenzione, i locali della piscina comunale non potranno essere disponibili per l'alloggio. Il comune e l'organizzazione si scusano per il disagio. Stiamo cercando di rendere fruibile il parcheggio antistante la piscina per il pernottamento con camper. Ci renderemo comunque disponibili per ogni chiarimento e risoluzione problemi (M.Cinelli, T.Marsella)

La Locanda del Castello Roccasecca 0776567354
3357202500
www.la-locandadelcastello.it A pagamento
Agriturismo Monte Asprano Roccasecca 0776569052 www.agriturismomonteasprano.it A pagamento
Agriturismo Colgioioso Roccasecca 3396669388
3356235225
www.colgioioso.com A pagamento
Agriturismo Felicetta Roccasecca 0776567539 www.agriturismofelicetta.com A pagamento
Il Feudo B&b Roccasecca 0776567656 www.ilfeudoroccasecca.com A pagamento
L’Ortica B&b Roccasecca 3381139566 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. A pagamento

Logistica:

Per chi viene da Sud e da Nord: Autostrada A1, uscita Pontecorvo. Subito dopo il casello A1 girare a sinistra per Roccasecca e proseguire dritti fino all’incrocio della SS6 Casilina. Svoltare a sinistra in direzione Roccasecca. Raggiunto l’incrocio di Roccasecca svoltare a destra per il Centro. Proseguire sempre dritto fino alla grande statua di S.Tommaso, procedere a destra per entrare nel centro di Roccasecca e la piazza centrale (luogo dell’iscrizione – grande gazebo).

Quota di partecipazione:
15€ per i canoisti, 10€ per gli accompagnatori (la quota include il pranzo allo sbarco e la partecipazione alla riffa finale)

Quota cena sociale 19/3/2011:
15€ a persona

DURANTE LA MANIFESTAZIONE SARANNO ESTRATTI A SORTE TRA I PARTECIPANTI
DEI PREMI CANOISTICI MESSI IN PALIO DALLO SPONSOR TECNICO:

gravità zero

SI RINGRAZIA VIVAMENTE ACQUA FILETTE PER LA DISTRIBUZIONE  DURANTE LA MANIFESTAZIONE

INFO

  • Marco Cinelli 339.60.03.510   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
  • Tommasino Marsella 329.24.07.041 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
  • Giuseppe Spinelli Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
  • Patrik Consalvo 335.10.17.958 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
  • Maurizio Consalvi 340.39.96.045 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Programma dell’evento e foto visibili sul sito ufficiale del Fiume Melfa

www.fiumemelfa.it

 

AVVISO IMPORTANTE:

A causa della chiusura della strada prov. n6 “Tracciolino” tutti sono pregati di non percorrere la stessa e di seguire le indicazioni dell’organizzazione che consiglierà il migliore e più rapido percorso per raggiungere le gole del Melfa. L’organizzazione declina ogni responsabilità in caso di incidenti e danni a terzi. La manifestazione coglie l’occasione anche per sensibilizzare le autorità amministrative preposte alla risoluzione dell’ormai ventennale questione “Tracciolino”. Nello specifico si propone di sottolineare l’importanza della riapertura della via di comunicazione tra la valle del Liri e la valle di Comino. La strada di grandissimo interesse naturalistico è inserita in un’area di indiscusso valore ambientale recentemente promossa a SIC e ZPS. Allo scopo saranno presenti le autorità dei comuni principalmente interessati dalla riattivazione della strada e i sostenitori del gruppo FACEBOOK TRACCIOLINO URLA NEL SILENZIO

Si ringrazia vivamente tutti coloro che con la loro presenza daranno un esempio ammirabile di sostentamento alla causa per la valorizzazione del Fiume Melfa e del Tracciolino

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"Ciao a tutti, ho avuto il grato compito di raccontare l’avventura di domenica di 8 tra i canoisti più forti del mondo,si fa per dire,io sono l’unico!!!!!!!!!!!!!!!! Nonostante le condizioni proibitive del tempo e le temperature molto molto basse, si sono avventurati tra le bellissime gole del Rio Melfa, innevate di fresco che rendeva tutto molto più suggestivo. Il gruppo capitanato dall’attento Penna, l’immancabile Mocio, il fotografo Francesco, il Duca o 2corde, il professor barbetta (Luca) e direttamente da Roud Mountain group: Federico, naturalmente il più forte dei pipponi omino ammollo versione stambecco! Appena arrivati, dopo un dovuto riscaldamento, IMPAVIDI ci siamo lanciati nelle gelide acque del Rio e tra un saltino e qualche sasso cominciavo a capire che il gioco si faceva duro, dopo il primo breve tratto... eccoci all’ingresso delle gole con delle pareti bianche che cominciano a stringere il fiume incanalando l’acqua in un passaggio largo circa m 1.55: La Chiocciola. III+ con un saltino, subito dopo il mio primo bagno, naturalmente... invece Luca mitico, dopo aver fatto sicura non riesce a chiudere il paraspruzzi e affonda insieme alla canoa. Nel frattempo andando avanti tra saltini e cascatine... su un bel rullo il Duca viene catturato ma, con molta disinvoltura, un appogetto quà e là cantando qualcosa (forse)dopo circa1.20s di surf viene sputato, che grande! Si prosegue e prima di un altro passaggione III++ io vado a bagno... perdendo la canoa recuperata dopo la rapida... adesso non restava che arrivare lì... mi arrampico su una parete ma non si passava, traghetto sull’altra sponda con l’aiuto di Francesco e vado di nuovo sulle rocce riesco ad oltrepassare la rapida, ora non rimaneva che raggiungere gli altri... sotto di me circa 8 metri di parete, niente panico!!!!! Ho armato una corda da lancio su un albero e mi sono calato con un moschettone... (super eroe!!!); via si riparte, ma poco prima dell’impraticabile, Flavio va in panico da sifone e si lancia fuori dalla canoa nuotando come un salmone Norvegese incazzato……..nessun problema si recupera tutto e si riparte tutti molto stanchi ma sempre carichi, ancora salti e cascatine e finalmente arriviamo all’ultima rapida, dove appare un omino appollaiato su una roccia che ci fotografa l’ultimo passaggio. Sbarchiamo e scopro che è un abitante di quella bellissima valle amico di tutti i canoisti... che fico! Infreddoliti, ma come sempre dopo un bel fiume appagati, ripartiamo fermandoci per il consueto assalto alla pizzeria/bar locale che dopo il nostro passaggio chiude per esaurimento scorte. Un bellissimo fiume sicuramente da rifare, da rifare, da rifare... BUONE PAGAIATE TUTTI" Alessandro Boccoli

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RESOCONTO DEL RADUNO Carissimi amici eccomi di nuovo qui a raccontare un'altra giornata memorabile per il nostro fiume, così come per la nostra piccola comunità ciociara. Il giorno dopo il memorabile raduno canoistico, che ormai da cinque anni si impone quasi come un'istituzione roccaseccana, la gioia è ancora tanta come quella che ha preceduto questo evento sportivo. Ancora una volta la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione per rendere impeccabile tutta la manifestazione. Quest'anno, per la prima volta, Roccasecca è stata al centro non solo di una manifestazione, bensì due! Infatti quest'anno il raduno nazionale del Fiume Melfa è stato affiancato a quello del Volturno, fiume altrettanto spettacolare a pochi chilometri di distanza dal Melfa. L'idea del caro amico Flavio Paesano, di unire i due raduni si è dimostrata vincente ed io e Tommasino l'abbiamo sposata subito. I due raduni hanno permesso a canoisti ed accompagnatori di sfruttare un intero weekend primaverile all'insegna della Natura e dello sport e Roccasecca è stata la base logistica di tutto l'evento. Il giorno 28, infatti, si è tenuto il raduno sul fiume Volturno e di ritorno i canoisti hanno approfittato della encomiabile ospitalità roccaseccana per cenare, dormire e preparasi al grande Melfa. Già perché grazie all'amministrazione comunale di Roccasecca, anche quest'anno i canoisti hanno potuto approfittare dei locali della piscina comunale per il pernottamento, ma anche delle strutture ricettive di Roccasecca, come gli alberghi, i bed&breakfast e gli agriturismi. L'arrivo dei canoisti è stato salutato come solito da me e Tommasino, quest'anno in piazza, nella centralissima Via Roma di Roccasecca e non a caso... l'intenzione è stata quella di dimostrare ancora una volta ed in modo più tangibile possibile l'impegno di semplici persone che lottano affinché la propria terra risplenda di popolarità per l'ospitalità e le bellezze naturalistiche più volte sottostimate. La sera di sabato 28 è trascorsa in grande allegria presso il ristorante La Locanda del Castello, nel pieno borgo medievale del Castello, sotto le mura della Rocca dei conti d'Aquino, proprio lì dove nacque San Tommaso. La serata ha creato non pochi problemi alla signora Carla, proprietaria del ristorante, che aspettandoci in circa 25, ci ha visti arrivare invece in 46!!! Dopo qualche difficoltà per sistemare tutti gli "affamati del Volturno" ecco arrivare i primi piatti deliziosi come sempre accompagnati dall'ottimo vino rosso, dai classici piatti della cucina ciociara e dai dolci insuperabili di Francesco Mancone. Così a stomaco stracolmo tutti a nanna in attesa del Melfa. Così ieri mattina eravamo in 100!!! Record d'iscrizioni sotto il grande gazebo di via Roma. Nulla a fermarci, neppure il maltempo che prevedeva scrosci di pioggia. E mentre qualcuno arriva in ritardo a causa dell'amnesia dell'ora legale, la piazza si popola sempre più di volti nuovi e conosciuti. Impeccabile come sempre il servizio di colazione con i cornetti caldi ad accogliere il popolo del fiume ed altrettanto impeccabile il servizio di iscrizione magistralmente gestito da Cristina Ciolfi, Tiziana Recchia, Mirka e Giorgia Marsella. Nel frattempo io mi reco in quel di Atina per monitorare l'arrivo dell'acqua rilasciata dalla centrale ENEL di Picinisco. E sì perché il fiume nei giorni precedenti era completamente secco ed affinché la manifestazione potesse svolgersi nel migliore dei modi, anche quest'anno l'ENEL ci ha garantito un super rilascio idrico di 5 ore (un ringraziamento particolare ad Aldo Giuliani). Ore 11.00 circa... al grido di "tutti uniti" si partiva per la memorabile discesa. Cosa dire se non semplicemente... spettacolare! Io, che ho avuto l'onore di imbarcarmi con i tanti amici, ho potuto ammirare ancora una volta l'incantevole fiume dalle sue acque, accarezzare le pareti rocciose perfettamente levigate dall'erosione millenaria che solo l'acqua può creare. Così via per le Gole superbe, la rapida della chiocciola, la rapida del semiasse, il ponte delle Valli, la rapida del Massone, il rapidone e finalmente il salto del Muraglione, che ancora una volta ha attirato l'attenzione dei curiosi e degli appassionati. Momenti indimenticabili che rimarranno nella memoria anche grazie alla pazienza dei tanti fotografi appassionati che come ogni anno immortalano il raduno, come Angelo Ciampa, Tommaso Marsella, Antonio de Carolis e come non citare il number one, la "ruspa"... Tommasino. La discesa è stata resa piacevole non solo dalla grande massa idrica concessa, ma anche dal magistrale lavoro delle guide fluviali FICT (Maurizio Consalvi, Massimo Bianchi "Er Fenomeno", Flavio Paesano e Alessandro Manetti "Bimbone"), che hanno accompagnato neofiti e canoisti alla prima esperienza con il Melfa. Il tutto si è concluso poi con la tradizionale tavolata a base di tagliatelle e fagioli, salsiccia e vino rosso ancora una volta sapientemente cucinati da Tina Cocco. A causa del maltempo però il tradizionale pranzo dello sbarco si è trasferito in quel di San Francesco dove, grazie ancora all'instancabile Tommasino, ci è stata concesso da Don Enzo, una struttura coperta e perfettamente funzionante. Qui sono stati sorteggiati, infine, i premi della riffa offerti dagli sponsors Gravità Zero, Gym Sport e Res Mira dopodiché tutti alle auto con le centinaia di canoe colorate e via di ritorno verso casa dopo un ultimo saluto al caro vecchio Melfa. Cosa potrei aggiungere di più? Tutto ha funzionato alla perfezione (eccetto il meteo!), l'organizzazione è stata davvero impeccabile, già dalle settimane precedenti. I continui contatti con Flavio e Tommasino, la profonda amicizia che ci lega è stata la chiave di volta di tutto, la vera colonna portante dell'evento. Non enti, non istituzioni, ma la semplice passione di poche persone che amano il loro territorio e vorrebbero vedere realizzato il sogno più grande... quello di vedere il fiume scorrere sempre e non per concessione, ma perché è la Natura che così averebbe voluto che fosse! Il nostro augurio è che simili eventi non vadano dimenticati, ma ricordati come momenti unici del nostro paese, nella speranza che la gente possa credere in un futuro roccaseccano. C'è tanto da fare, ma anche tanta voglia di fare bene e questa manifestazione è una dimostrazione di cosa si possa realizzare partendo da una bellissima amicizia e da una passione comune. Forse proprio quello che manca a molti... un interesse comune, un amore comune. Che forse potrebbe salvare davvero il nostro "caro vecchio Melfa"!!! All'anno prossimo allora... sempre più uniti che mai Desidero ringraziare personalmente anche due amici cari, Patrik Consalvo e Maurizio Beccafichi per avermi "sopportato" in fiume! e tutti coloro che mi hanno aiutato a scendere nelle gole. Un particolare ringraziamento alla Provincia di Frosinone per la grande considerazione dimostrata verso questo raduno. Marco Cinelli Fotogallery index